Come arredare con il Meccano

Per tutti quelli che come me hanno vissuto la loro infanzia negli anni ’70 e ’80 il nome Meccano può significare solo una cosa: uno dei più bei giochi per bambini mai creato. Si trattava in buona sostanza di un gioco in scatola contenente un kit di parti meccaniche assemblabili fra loro le cui combinazioni erano praticamente infinite. Un gioco stupefacente che aiutava a stimolare la creatività e l’ingegno.

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La Meccano ha ricevuto la licenza per poter produrre su larga scala. Ossia per la creazione di mobili e complementi arredo che si scambiano secondo le esigenze personali.

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La linea di arredamento Meccano è stata presentata a Parigi alla Maison & Objet di quest’anno. La linea principale è costituita da 20 moduli in diversi colori che possono essere combinati a piacimento per assumere diverse funzioni e diventare di volta in volta un oggetto diverso come ad esempio un tavolino, una consolle, una sedia…

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E assemblare i mobili della linea Meccano non è affatto così diverso di com’era giocare con il gioco in scatola, stessa facilità.

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Ma le similitudini con il gioco in scatola non finiscono qui. Infatti la Meccano ha dotato tutte le parti modulari dei tipici fori che sono compatibili con il sistema “dado/vite” che sta alla base del Meccano stesso. Infatti è proprio grazie al sistema di fori uguali in ogni modulo che è possibile creare e scambiare parti di un mobile con altro creando mobili diversi.

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La Meccano è sinonimo di longevità, e anche la sua linea di arredo è stata progettata per durare nel tempo.

Un felice salto nel passato per arredare magari l’ufficio o la camera dei ragazzi. Anche se comunque la Meccano ha pensato a una linea di arredo per tutti gli ambienti domestici.

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