Cosa sapere sulle vernici ad acqua

 

Ci è stato chiesto di scrivere un articolo sulle vernici ad acqua. All’inizio eravamo un po’ scettici perché in effetti le vernici ad acqua sono l’ultima tendenza “bio” nel campo della pittura. Ma abbiamo deciso di informarci e di seguito vi presenteremo le nostre conclusioni.

In effetti la vernice ad acqua è diventata a tutti gli effetti sinonimo di sano ed ecologico. Viene utilizzata in bioedilizia dove è importante che tutti i prodotti utilizzati, dalla costruzione alla finitura, siano a impatto ambientale zero. E la comunità europea certifica le vernici ad acqua, inoltre, con la scritta “Ecolabel”. Quindi va da sé che le vernici ad acqua siano a tutti gli effetti ecologiche, no?

Ok, cosa sono in effetti e perché si distinguono dalle vernici a base solvente? Il nome contiene già da sé la soluzione. Nelle vernici ad acqua è quest’ultima che rende le resine fluide per poter essere stese. E quando la pittura si asciuga, l’acqua evapora lasciando una superficie liscia, elastica e resistente. Quindi, dato che è l’acqua il veicolo di utilizzo della pittura, si presume che sia assolutamente meno inquinante e tossica delle vernici a base solvente.

In parte è vero, ma forse non si è pensato alla totalità del prodotto. In effetti si, è l’acqua il veicolo per diluire la resina di questi prodotti…ma quale tipo di prodotto si scioglie con l’acqua e poi diventare, una volta asciutto, una patina resistente, elastica e durevole nel tempo?

Nelle vernici ad acqua il legante o colla non è altro che la resina acrilica ossia lacrilstirolo-copolimerizzato, un derivato del  petrolio.  La loro composizione è del tutto simile al plexiglass per capirci meglio. E questo prodotto dal nome lungo e difficile per poter essere usato in forma liquida deve passare attraverso dei co-solventi, dei reticolanti ed emulsionanti. Inoltre…per far sì che la resina acrilica aderisca perfettamente al materiale in cui sarà applicata, dovrà anche subire l’influsso di sostanze bagnanti e conservanti tipo la formaldeide.

Guardate la lista degli additivi e co-solventi delle vernici acriliche più usati:

Co solventi: Isoparaffine e ragie minerali o benzine.
Sono solventi petroliferi ( e quindi COV) che sono permessi nei “prodotti a base acqua” così recita la legge 161, fino a 150 gr/litro. Contribuiscono all’effetto serra in virtù del contenuto CO2 equivalente poiché di origine petrolifera. Le ragie minerali e le benzine, meno pregiati delle isoparaffine, contengono sostanze aromatiche.
Disperdenti: sono tensioattivi di varia natura
Antischiuma: sono generalmente prodotti siliconici o poliglicoli.
Emulsionanti: esteri amminici, etil ammine, ammoniaca.
Conservanti: tra i più diffusi: formaldeide, isotiazolinone.
Reticolanti: Etil urea, isocianati.
Coloranti: oltre agli ossidi di ferro e coloranti comuni troviamo anche Blu a base di cobalto, ftalati, coloranti azoici.

Questa lista è il frutto di una ricerca condotta da diversi paesi:  in Danimarca da Arbetsmiliøfondets forsknings rapporter, in Italia da Bioedilizia Italia e in Germania da H. Fischer (Chimica Pulita, Ed. Tecniche Nuove).

Molti di questi prodotti non sono per nulla ecologici e a volte risultano addirittura molto più pericolosi per l’organismo umano di una vernice fatta con dell’olio di lino.

Quindi la nostra conclusione è che a tutt’oggi non esista davvero una vernice davvero ecologica. Un prodotto che rispetti l’ambiente e non sia dannoso per l’organismo umano deve ancora essere immesso nel mercato a nostro parere.

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